Cinque domande alla Cariplo

PUBBLICATO su LaPadania - 10/03/1998

Una cosa é certa: leggere i giornali italiani non é noioso. Perché é veramente divertente vedere come le varie testate danno diverse interpretazioni della stessa notizia o della stessa agenzia di stampa.

Per esempio Sabato scorso “il Giornale” pubblicava in prima pagina questo titolo “La Banca Europea mette l’Italia fuori dall’Euro”. E sullo stesso argomento l’Unità proponeva quest’altro  titolo : “In regola i conti per l’Euro. Nel 98 cresce l’economia, deficit sotto controllo".

L’unica, credetemi, é leggere laPadania, che queste cose le ha prima di tutto documentate,  e poi discusse,  pubblicando anche una  “classifica” dei parametri del trattato di Maastricht, dalla quale risulta che perfino la Grecia, la cenerentola, ha il rapporto dei  “debiti accumulati sul prodotto interno lordo “ migliore di quello dell’Italia. Quindi qualsiasi persona ragionevole capirebbe com’é la situazione. Qualsiasi persona ragionevole, ma non l’Unità, che ha sparato anche  quest’altro titolo “Ma arriva l’attacco sul debito”. Scusate, ma non capisco. Cosa vuol dire  “arriva l’attacco”? Uno si sveglia e dice “cosa faccio oggi? Bé, quasi quasi attacco l’Italia”.  Ma che modo di fare giornalismo é questo? Si tratta di leggere i numeri, e di ragionare.

Ma lasciamo perdere l’Unità,  che sinceramente non credevo arrivasse a questi punti, e parliamo di cose serie.

Parliamo di Bergamo , delle banche del Sud e della CARIPLO.

Bergamo . Mercoledì scorso  una radio di Bergamo , che non si può certamente classificare come una radio leghista, ha proposto una specie di referendum ai suoi ascoltatori . La domanda era questa : volete l’autonomia per la provincia di Bergamo, oppure la secessione?  Io ero lì, assieme al responsabile provinciale di Forza Italia, e sono testimone oculare di quello che é successo : tantissime telefonate, ed una sola parola, ben scandita. Se-ce-ssio-ne. Se-ce-ssio-ne.

Banche del Sud. Da sempre il potere romano fa partire, iù o meno ogni giorno , i lavori di qualche commissione speciale . Oppure   organizza  in pompa magna dei gruppi  di studio , o delle  indagini conoscitive , o  delle audizioni. 

Di solito alla fine , dopo mesi o anni di lavoro , restano   solo  delle montagne di carta . E non resta nient’altro, perché altrimenti si correrebbe il rischio di scoprire qualche verità scomoda o di prendere qualche decisione operativa. Invece , come tutti sanno, i detentori del potere  hanno un solo obiettivo : agitarsi, fare finta di darsi da fare, affinché non cambi assolutamente  niente.

Ecco la cronaca di una delle mille “agitazioni” romane.

Si é svolta di recente una audizione all’interno della “indagine conoscitiva sul sistema creditizio nel Mezzogiorno”.

Gli ospiti, onesti e  sicuramente ben intenzionati a fare del loro meglio per  far capire com’é la situazione e come vanno le cose nel Mezzogiorno, erano alcuni direttori del Monte dei Paschi di Siena (Rinaldo Lascialfare) , del gruppo  CARIPLO (Testa e Anselmi)  ,  della COMIT (Conti) e del Banco di Roma ( La Manda).

Più o meno tutti hanno detto che la percentuale delle sofferenze nel Sud é veramente molto elevata. “Sofferenze” , tanto per chiarire, significa che le banche prestano dei quattrini ma poi i clienti spariscono , o comunque non li restituiscono. E nel Mezzogiorno le  banche , anche se hanno in mano  delle  garanzie reali, non riescono a recuperare i loro crediti . In Olanda , hanno detto,  se hai una ipoteca i soldi li recuperi al massimo in tre mesi. In questo Mezzogiorno  ci vogliono più di 10 anni, perché la giustizia civile non funziona.

Tutti poi hanno detto che il costo del denaro é identico, in Padania e nel Mezzogiorno, perché questo costo é sempre una funzione della qualità del credito. Il problema, hanno detto,  é che nel Sud “ci sono pochi buoni imprenditori”. A quelli considerati “buoni”  , sono applicati tassi di interesse bassi, come é logico.

Incidentalmente, penso siamo tutti d’accordo  che  gli imprenditori “buoni” non sono quelli che danno delle garanzie patrimoniali  ma sono  quelli che hanno delle idee imprenditoriali e sanno fare bene  il loro mestiere.

 Mentre  agli imprenditori   che presentano  rischi  , ci hanno detto, il denaro viene prestato a tassi  via via maggiori , fino ad arrivare  alla chiusura del rapporto. Questo succede nel Sud, succede in Padania ,  e  succede  in tutto il mondo.

I rappresentanti delle banche  hanno evidenziato che nel Sud , oltre a quello delle “sofferenze” c’é anche un grosso problema di sviluppo, e hanno dato anche qualche suggerimento per risolvere questo problema : infrastrutture, flessibilità del lavoro, eccetera.

CARIPLO. I rappresentanti del gruppo  CARIPLO convocati per quella “agitazione romana” erano due :  il vice Direttore Generale  della CARIPLO spa  Gianfranco Testa e Beniamino Anselmi, che é  il direttore generale della  Carime - Casse di Risparmio Meridionali . Siccome da noi in Padania la CARIPLO é una istituzione molto apprezzata e “sentita” , anche perché rappresenta i risultati del lavoro di generazioni di imprenditori delle province lombarde, vale la pena ricordare quali sono stati   i loro commenti.

Intanto l’inizio é stato molto “Padano” , e mi é piaciuto : “ siamo in due , ha detto Testa,  ma parlerà  uno solo. Naturalmente  il mio  intervento é stato concordato  con il collega”.

Un bell’inizio, e vi confesso che  a me é venuto  in mente  quando mi era toccato di  fare il ministro nel “governo Tatarella”  e assieme ad altri ministri dovevo fare delle discussioni con i rappresentanti di  CGIL, CISL e UIL.  Dovevano parlare  sempre tutti e tre, il Cofferati, il Larizza e il  D’Antoni. Uno dopo l’altro. Anche se  più o meno dicevano  le stesse cose, al massimo con qualche piroetta e con qualche variazione sul tema. Di quegli incontri ricordo una terribile  sensazione di tempo buttato via , di teatrino, di noia e di cose finte. Ecco dunque un buon motivo perché concludano  presto l’unità sindacale , così sarà tutto più chiaro:  loro , i sindacati romani,  uniti da una parte, a difendere i loro prepensionati e i loro dipendenti dello Stato centrale, e il SINPA, il sindacato padano,  dall’altra, a tutelare  quelli che producono.

Dell’intervento del vice direttore Generale  della CARIPLO  ricordo quattro  frasi che mi hanno colpito in modo particolare :

1.  Nel 1987  la CARIPLO ha comperato  una partecipazione nella Carical - Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, “diretta a tamponare una situazione di emergenza”.

2.  A Sud la CARIPLO adesso ha  tre partecipazioni:  la Carical, la Caripuglia e la Cassa di Risparmio di Salerno

3.  In quelle tre banche ci sono circa 4.400 dipendenti. Questo numero é sicuramente in esubero. Il costo pro-capite dei dipendenti  nel Sud é superiore che al Nord.

4.  Nel Sud c’é molta economia “sommersa”.

Ai rappresentanti delle  banche ho fatto alcune domande, alle quali avrebbero sicuramente risposto. Però  Gianfranco Conte, di Forza Italia, che presiedeva i lavori, non ha potuto lasciare il tempo per tutte le risposte: in anticamera c’era un ministro  del governo di Roma, Visco, che doveva essere sentito dalla Commissione per altri problemi.

Quelle  domande le trovate qui di seguito, e io spero che  la CARIPLO  mandi le sue  risposte  a LaPadania, perché  penso che un dibattito su questi  argomenti sia sicuramente di interesse per i nostri lettori.

1° domanda      E’ stato  detto che nel 1987  la CARIPLO ha comperato  una partecipazione nella Carical ,  “diretta a tamponare una situazione di emergenza”.  La missione della CARIPLO , che io sappia, non é quella di tamponare situazioni di emergenza nelle banche Calabresi e nelle banche Lucane. Per favore fateci  capire perché la CARIPLO ha usato soldi generati dal lavoro e dai sacrifici degli imprenditori Padani per tamponare una situazione di emergenza nella Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania.

2° domanda      CARIPLO oggi ha tre banche nel Sud. E’ possibile sapere  in totale quanti quattrini  ha tirato fuori  finora . Ed é  possibile avere la stima , naturalmente di larghissima massima, di quanto la CARIPLO avrebbe potuto diminuire il costo del denaro per le piccole e medie imprese delle province lombarde  se non fosse intervenuta  nel Sud, per “tamponare situazioni di emergenza”.

3° domanda      Perché il costo pro-capite di un   dipendente delle banche meridionali    é superiore al costo pro-capite dei dipendenti delle banche che operano in Padania.

4° domanda      E’ stato  detto che a Mezzogiorno c’é molto sommerso. E’ possibile avere  la vostra  stima di quanto é l’economia “nera” nelle province meridionali .

La vostra stima di addetti ai lavori sarà molto utile per valutare una recente e significativa  dichiarazione del  prof. Luca Meldolesi, che guida l’ équipe dell’Università di Napoli che ha appena pubblicato il libro   “Dalla parte del Sud” (Laterza)  . La dichiarazione é questa:  “ i dati ufficiali spesso sono soltanto una parte della realtà del lavoro nero , che é ancora più grave. La mia valutazione é che le ore lavorate in nero al Sud sono almeno la metà delle ore complessive lavorate.” Ho detto che questa é una dichiarazione importante perché il progetto della nuova  Costituzione italiana approvata dalla Commissione Bicamerale prevede che con le tasse che i Padani mandano a Roma si finanzierà un fondo di perequazione “dal quale sono erogati trasferimenti annui a favore delle comunità regionali nelle quali la capacità fiscale per abitante sia inferiore a parametri definiti dalla legge stessa.” Dunque pagheremo le tasse per dare dei quattrini a quelli che evadono le tasse. Niente da dire : questo é sicuramente uno dei più bei capolavori di Romapolo e di Romaulivo.

5° domanda      Tutti dicono che é necessario sviluppare l’economia del Sud. Io penso che se il Sud avesse una sua moneta, molto più competitiva della lira e/o dell’Euro,  e coerente con  il grado di sviluppo della sua economia, sarebbe finalmente in grado di attirare investimenti, turismo ,  di aumentare le sue esportazioni e in pratica di far partire un vero processo di sviluppo economico. Ci sarebbe  sicuramente un pericolo di inflazione, ma non dimentichiamo che le due materie prime più importati per il Mezzogiorno  ,  il turismo e l’agricoltura , sono materie prime a costo zero. A questa domanda  vorrei per favore una risposta tecnica, non politica.

Ecco, io invito i signori della CARIPLO a rispondere a queste domande, visto che a Roma non hanno avuto il tempo per farlo, in modo da aprire un dibattito su argomenti sicuramente interessanti.

Solo per la cronaca la domanda numero cinque, l’ultima, l’avevo fatta pochi giorni prima, il 18 Febbraio, anche  al ministro Tiziano Treu durante un’altra “agitazione romana”.  Quella volta si trattava di una audizione “sulle  linee del piano d’azione nazionale per l’occupazione e sulle risorse finanziarie attivabili in materia”.  In quella circostanza  non c’era fretta e  Treu ha avuto a disposizione  tutto il tempo necessario per rispondere alle varie domande che gli sono state poste. Ha risposto a  tutte  le domande meno una: naturalmente sempre  questa. Fateci caso : gli avversari della Lega Nord non sono mai entrati  una volta nel merito della proposta della “doppia moneta”.

 

Giancarlo Pagliarini